Osservatorio sulle vittime dell’immigrazione
Tregua apparente. 22 morti a gennaio alle porte dell’Ue, in Spagna, Sahara occidentale, Algeria, Grecia, Italia e Turchia. Rivolte nei campi di detenzione dei migranti in Francia, Grecia, Cipro e Italia. Nel cpa di Cassibile 5 eritrei arrestati per una protesta pacifica e ingresso vietato alla stampa. Ancora respingimenti dai porti di Ancona e Venezia verso Patrasso, dove la polizia greca sta deportando centinaia di rifugiati afgani e irakeni verso la Turchia. E intanto la Libia, che ha appena firmato un accordo con Malta, dopo quello con l’Italia del 29 dicembre, annuncia l’imminente deportazione di un milione di stranieri, tra i quali potrebbero finire anche i 600 rifugiati eritrei detenuti a Misratah da ormai due anni. Tra le vittime di gennaio, anche il rifugiato somalo gettato in mare dopo una colluttazione col comandante di un peschereccio pugliese che aveva raggiunto a nuoto per chiedere aiuto, al largo di Lampedusa. Dal 1988 le vittime ai confini dell’Ue sono almeno 11.778

