La bufala della sexy hostess – Errori, colpe e responsabilità

6 02 2008

Segnaliamo un articolo che vale la pena considerare perché tocca un argomento molto importante e delicato in merito alla circolazione delle informazioni e alla diffusione delle notizie. Il caso considerato è quello della bufala della sexy hostess, il video era tratto da un film porno e se ne è fatta una notizia di poratata globale. Riguarda i mezzi di comunicazione (indistintamente vecchi e nuovi media), i destinatari, la qualità editoriale delle notizie ma chiama in causa soprattutto gli intermediari. Siano essi giornalisti o addetti ai lavori (quelli che fanno i giornalisti senza il tesserino), direttori e redattori, non ci si può nascondere dietro lo sviluppo dei mezzi di comunicazione per giustificare la mancanza di professionalità ancor prima della debolezza deontologica. Né si può pensare all’evoluzione delle tecnologie come soluzione all’incapacità di compiere delle scelte, a vantaggio della notiziabilità di qualsiasi contenuto. La frontiera è mobile, multipla e conflittuale, decidere dove collocarsi è necessario.

V.F.


Azioni

Informazione

2 risposte

6 02 2008
imago lucis (redazione di mammenellarete)

Per questo odio il marketing…cioè ne riconosco i vantaggi ma spesso credo che abbia rovinato tutto…tutto esiste in funzione di quello che significa in termini di vendibilità, di prodotto. Cari giornalisti, non vi invidio proprio…costretti a mercificare le notizie per risultare appetibili. Dove finisce il marketing e comincia il diritto all’informazione? Se ancora esiste come diritto…

15 02 2008
kuda

Scusate, guardate che la bufala era “è tratto da un film porno”. Il finto trailer è stato creato dal sito tuttoscemo, leggete: http://magazine.libero.it/tecnologia/generali/ne7407.phtml

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