SOLIDARIETA’ PER IL POPOLO SAHARAWI

1 04 2008

Oggi il Sahara Occidentale è l’unico paese ex coloniale dell’Africa che non ha compiuto il processo di decolonizzazione. I Saharawi sono un popolo colonizzato nel 1800 dagli spagnoli, dopo il ritiro dei quali, nel 1976, proclamano la Repubblica Araba Saharawi Democratica. Il Marocco inizia una colonizzazione forzata e un forte popolamento del territorio con la costruzione di un muro nel deserto lungo 2700 km. Negli anni le risoluzioni Onu restano pura teoria e nasce un movimento politico per la liberazione del Sahara Occidentale. Prende così vita il Polisario, un fronte popolare per la liberazione del Sahara Occidentale e del Rio de Oro. Centinaia di migliaia di saharawi, costretti a fuggire dall’avanzata delle truppe del Marocco, da 30 anni sono obbligati a vivere, in condizioni di estremo disagio, in campi profughi nel deserto di Tindouf in Algeria. La popolazione saharawi rimasta nel territorio occupato dal Marocco è soggetta a feroci violazioni dei diritti umani. Di svariate centinaia di persone arrestate dalle autorità marocchine, non si hanno più notizie. Alle manifestazioni pacifiche di protesta dei sahrawi contro l’occupazione, il Marocco ha risposto, con una violenta repressione, che colpisce anche le organizzazioni per la tutela dei diritti umani e sovente gli stessi marocchini. Fin dal 1990 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva approvato un piano di pace che prevedeva la celebrazione di un referendum di autodeterminazione, con il quale il popolo sahrawi avrebbe dovuto scegliere tra l’indipendenza e l’integrazione nel Regno del Marocco, ha ottenuto un cessate il fuoco, ha inviato un suo contingente nella zona, la Minurso, e ha predisposto le liste dei saharawi aventi diritto al voto. Tuttavia il referendum non ha ancora avuto luogo per i continui ostacoli frapposti dal Regno del Marocco, che, nonostante l’assenso dato a suo tempo al piano di pace dell’ONU, si è pronunciato contro la celebrazione del referendum e ha proposto per il territorio un regime di autonomia.

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Dopo numerose ulteriori deliberazioni dell’ONU che non hanno avuto seguito, con la risoluzione1754 del 30 aprile 2007, il Consiglio di Sicurezza ha preso atto di differenti proposte presentate dal Regno del Marocco e dal Fronte Polisario per porre fine al conflitto e, ribadito il principio del diritto del popolo Sahrawi all’autodeterminazione, ha invitato le parti a un negoziato diretto. Tre incontri sotto l’egida dell’ONU hanno già avuto luogo, ma senza esito e un nuovo incontro è previsto nei prossimi mesi. Oggi in Italia sono molte le associazioni che sostengono questo popolo e si battono per la loro causa e chiedono che il nostro Paese faccia qualcosa attivamente.

(Photo: www.gheminga.it )


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Una risposta

3 04 2008
Yassine Belkassem

Sahara
Oggi il Sahara Occidentale l’ex colonia spagnola, territorio marocchino da diversi secoli, liberato dei marocchini nel 1975 ( Trattato di Madrid tra Marocco e Spagna riconosciuto dall’ONU), vive la stessa vita. La stessa dignità, lo stesso progresso e la stessa partecipazione per il bene del paese e per il bene dei cittadini, cioè la situazione che c’è in Rif, Zayan, Souss, Chaouia, , Doukala, Figuig… Addirittura la percentuale la più alta dell’influenza alle elezioni legislative di Settembre scorso si è registrata proprio nelle province saharawi. Ma come è la situazione nelle tendopoli di Tindouf??? la tragedia, la fame, le violazioni dei diritti elementari dell’essere uomano, una papolazione assistita dalle organozzazioni umanitari internazionali. una popolazione, l’unica nel mondo che non è stata censita, o identifica in modo riconosciuto con i parametri internazionali, malgrado gli appelli e gli inviti delle organizzazioni umanitari internazionali, dell’UE… 33 anni nelle tragedia delle tendopoli bastano…
Nel 1976, I separatisti Polisario hanno proclamato la fantasma RASD che si trova solo in Internet e nella testa di qualche “simpatizzante” malinformato o di qualche ideologico di altri tempi. Con il passato degli anni i separatisti e l’Algeria hanno chiesto, addirittura, la ripartizione del Sahara con il Marocco. Oggi chiedono, in modo contraddittorio alla costituzione della fantasma rasd, l’autodeterminazione. Il Marocco ha risposto all’invito dell’ONU per trovare una soluzione politica ; con l’iniziativa dell’autonomia locale, è una forma molto avanzata dell’autodeterminazione. L’autodeterminazione non significa la separazione…
Il Marocco ha costruito davvero un muro di difesa nel deserto lungo 2747 km per evitare un guerra aperta contro l’Algeria, perché i separatisti, con lo sostegno dell’esercito algerino partivano dal territorio algerino per sequestrare ed per attaccare i saharawi.
Referendum? ONU stessa è arrivata alla fine che il REFERNDUM no si fa e non si farà…
Per organizzare un Referendum serio in Sahara ci vuole cambiare le frontiere, il Sahara, territorialmente, culturalmente storicamente si stende su un spazio molto ampio e complicato, dal Marocco, Mauritania, Algeria, Tunisia, Libia, Ciad, Mali, Niger…

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