IL RUOLO DELLE SCUOLE DI GIORNALISMO

2 04 2008

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Apprendiamo da un articolo apparso nel sito del quotidiano l’Unità (http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74150) che il neopresidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani, Roberto Natale, approva la linea scellerata dell’Ordine dei giornalisti il quale, negli ultimi anni, ha autorizzato il proliferare di scuole di giornalismo con praticantato incluso in tutta Italia. A Natale fa eco il presidente nazionale dell’Ordine, Lorenzo Del Boca: “l’Ordine già da anni insiste sulle scuole di giornalismo, che devono essere una fucina teorica ma anche pratica”.

Sul quotidiano l’Unità non si trovano però i dati sugli iscritti negli elenchi Fieg- Fnsi dei disoccupati e precari, http://giornalistidisoccupati.blog.tiscali.it/

Il praticantato, in linea di principio, dovrebbe essere svolto in una vera redazione e retribuito, e non nelle testate all’uopo fondate dagli istituti di formazione. Invece, l’Ordine ammette all’esame di Stato centinaia di praticanti inoccupati provenienti dai corsi di giornalismo riconosciuti, con gravi ripercussioni nel mercato del lavoro. Inoltre, la formula dello stage non retribuito, previsto per gli allievi delle scuole nei mesi estivi, vanifica strumenti per il riassorbimento come i contratti di sostituzione che, per contratto, “devono riguardare prioritariamente i giornalisti disoccupati” (art.3 del Cnlg), configurando così una sorta di concorrenza sleale ai danni dei colleghi che tentano di rientrare nelle redazioni. In fondo alla Fnsi spetta prioritariamente “la tutela morale, professionale e materiale della categoria”.


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