Pakistan tra armi e torture

29 04 2008

E’ di oggi la notizia che funzionari dell’Mi5 - i servizi segreti interni britannici - avrebbero consegnato dei presunti terroristi alla sicurezza pachistana perché venissero interrogati con metodi violenti e torture: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Guardian.
“Non ho alcun dubbio che nella peggiore delle ipotesi, i servizi britannici hanno istigato l’arresto illegale e la tortura di cittadini britannici, e nel migliore hanno chiuso gli occhi di fronte alla tortura”, ha spiegato il legale di due dei presunti terroristi, Tayab Ali. I sospetti erano stati fermati in Pakistan su richiesta della autorità britanniche, ma erano stati lasciati nelle mani dell’Isi (i servizi pachistani) prima di essere poi interrogati da funzionari dell’Mi5; privi di qualsiasi assistenza legale o consolare, erano stati rimpatriati senza alcuna formale estradizione ed arrestati al loro arrivo nel Regno Unito. L’Mi5, scrive il Guardian, si difenderà affermando di non avere alcuna ragione per pensare che l’Isi potesse ricorrere alla tortura, una posizione insostenibile secondo i legali e i difensori dei diritti umani impegnati in Pakistan.

Intanto in Pakistan si continuano a vendere armi….


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