FORTRESS EUROPE / Rapporto gennaio 2008

6 02 2008

Osservatorio sulle vittime dell’immigrazione

Tregua apparente. 22 morti a gennaio alle porte dell’Ue, in Spagna, Sahara occidentale, Algeria, Grecia, Italia e Turchia. Rivolte nei campi di detenzione dei migranti in Francia, Grecia, Cipro e Italia. Nel cpa di Cassibile 5 eritrei arrestati per una protesta pacifica e ingresso vietato alla stampa. Ancora respingimenti dai porti di Ancona e Venezia verso Patrasso, dove la polizia greca sta deportando centinaia di rifugiati afgani e irakeni verso la Turchia. E intanto la Libia, che ha appena firmato un accordo con Malta, dopo quello con l’Italia del 29 dicembre, annuncia l’imminente deportazione di un milione di stranieri, tra i quali potrebbero finire anche i 600 rifugiati eritrei detenuti a Misratah da ormai due anni. Tra le vittime di gennaio, anche il rifugiato somalo gettato in mare dopo una colluttazione col comandante di un peschereccio pugliese che aveva raggiunto a nuoto per chiedere aiuto, al largo di Lampedusa. Dal 1988 le vittime ai confini dell’Ue sono almeno 11.778

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Comunità bengalese sospende lo sciopero della fame e della sete

4 02 2008
Associazione Dhuumcatu
Informa
Comunità bengalese sospende
lo sciopero della fame e della sete
Giovedì 31 Gennaio 2008, ore 16.00: al 3° giorno dello sciopero della fame e della sete sono 31 i bangladesi ricoverati per malore. Il peggioramento graduale delle condizioni generali dei 673 scioperanti ha spinto la comunità alla decisione di sospendere questa forma di protesta.

Riconosciuta e richiesta pubblicamente - attraverso numerosi comunicati ed adesioni di solidarietà anche dalla società civile italiana - la necessità di riconoscere la protezione umanitaria ai cittadini bangladesi presenti in Italia, la comunità del Bangladesh continuerà a presidiare ed a mobilitarsi fino a che le istituzioni nazionali non chiariranno la durata e l’applicazione della circolare ministeriale, che dall’11 Gennaio ’08 sospende le espulsioni dei cittadini bangladesi. Dinanzi alle 15 mila istanze che verranno presentate al livello nazionale, di cui circa 7 mila soltanto a Roma, la richiesta avanzata alla Prefettura di Roma dal 9 Gennaio ’08 di agevolare l’applicazione delle procedure amministrative per l’inoltro delle domande di protezione umanitaria non ha ancora trovato una risposta risolutiva.





SOS BANGLADESH: SCIOPERO DELLA FAME

30 01 2008

SOS BANGLADESH:
O IL QUESTORE STAMPA I PERMESSI DI SOGGIORNO, O IL SINDACO DOVRA’ STAMPARE I NOSTRI CERTIFICATI DI MORTE !
SCIOPERO DELLA FAME – SOGGIORNO UMANITARIO PER TUTTI !

Comunicato Stampa

I lavoratori bangladeshi, riuniti in Presidio Permanente dal 9 gennaio 2008 davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano per richiedere un permesso di soggiorno umanitario a seguito del disastro ambientale (il ciclone Sidr) che ha colpito l’intero Bangladesh, hanno deciso di iniziare da questa sera lo sciopero della fame.
La decisione è stata approvata da tutti i partecipanti all’Assemblea Cittadina, tenutasi questo pomeriggio al Presidio di San Giovanni e alla quale hanno preso parte più di 2000 bangladeshi, insieme con tantissimi giovani e lavoratori italiani.
Abbiamo avviato questo sciopero perché riteniamo disumano il trattamento che stanno riservando ad un’intera comunità, quella bangladesha, che ha già sofferto la separazione forzata dalle proprie famiglie, dai propri affetti, dal proprio Paese!
Per quel che ci riguarda, non ci fermeremo e andremo avanti, fino in fondo: siamo pronti a riconquistare anche le strade di Roma!
Facciamo appello ai lavoratori delle altre comunità, ai lavoratori italiani, a tutte le forze politiche, sindacali e sociali che si richiamano all’antirazzismo e alla tutela dei lavoratori perché sostengano la nostra lotta (politicamente e materialmente, con l’offerta di indumenti, coperte, tavoli, ecc…) : quella in gioco è una battaglia di dignità e democrazia che riguarda tutti !
Chiediamo, infine, alla stampa e alle Tv che ricevono questo comunicato di interrompere il silenzio calato sulla nostra vertenza e di dare, una volta per tutte, spazio e voce a questa importante protesta.
Roma, 28 gennaio 2008

Associazione bangladesha “Dhuumcatu”
Comitato Immigrati in Italia





Roma 16-01-08 / Laica Sapienza

18 01 2008

Di tutto si è detto e di tutto abbiamo sentito in merito all’invito fatto al Papa dal Rettore dell’Università di Roma “la Sapienza”. Un perfetto esempio di sensazionalismo mediatico, disinformazione politica, distorsione dei fatti, creazione arbitraria di un conflitto laddove la necessità era di un sano dibattito. Non è importante l’opinione che ognuno di noi ha sulla vicenda, non serve nemmeno appellarsi al proprio background ideologico e culturale per affermare una posizione a priori e definita. L’unico elemento che vorremmo fosse considerato è il principio democratico di cittadinanza, applicato a questo semplice evento. Confronto, tolleranza, dibattito, democrazia, indipendenza, laicità, libertà. Parole in balìa degli umori di tutti, sostenitori ed oppositori di qualunque fazioni si crei. Eppure nel ricostruire la sequenza degli eventi e nel riprendere le parole e i protagonisti che hanno dato inizio alla vicenda, tutto è sembrato davvero molto “semplice”. Un legittimo appello di una parte del corpo docenti rivolto al Rettore, motivato e autorevole; una richiesta di poter manifestare il proprio dissenso da parte degli studenti in disaccordo con le scelte effettuate; uno schieramento a favore del Papa e della sua presenza all’inaugurazione dell’anno accademico. Tutto il resto è artificio e per noi non è notizia.